La prostatite è uno dei problemi più diffusi tra gli uomini dai 35/40 anni ed interessa la prostata e le vie urinarie attraverso i sintomi usuali della difficoltà ad urinare, dall’urgenza e dalla frequenza. I sintomi spesso si manifestano in maniera più insistente interessando l’area soprapubica, il glande, l’ano ed i testicoli provocando dolore irradiato, difficoltà nella minzione e sangue nello sperma.

Alla base di questo disturbo sono stati identificati diversi fattori che includono i disordini intestinali, strettamente legati alle abitudini alimentari, oltre che le abitudini minzionali e la vita sessuale. Sono state riscontrate, altresì, delle correlazioni con la vita sedentaria, oltre che alcuni lavori, alcuni sport, l’igiene personale, il fumo, lo stress e gli stati di eccessiva ansia. Al manifestarsi dei sintomi è necessario consultare il proprio medico e, possibilmente, un urologo per far sì che si possa giungere ad una diagnosi e preoccuparsi delle cure necessarie ad eliminare i motivi dell’infiammazione dalla prostata e dall’apparato urogenitale.

Generalmente il problema tende a ripresentarsi per cui è buona abitudine effettuare check-up periodici al fine di individuare possibili insorgenze ed eliminarle alla radice. Lo stile di vita, ovviamente, gioca un ruolo determinante nella prevenzione di questo problema che, unito a responsabili abitudini sessuali, può ridurre drasticamente i rischi di ritrovarsi con una fastidiosa e dolorosa infiammazione in corso.

Il ruolo dell’alimentazione

Come altre misure preventive, ciò che mangiamo assume un valore molto importante per il corretto funzionamento della nostra prostata, come è possibile apprendere da approfondimenti dedicati all’alimentazione per la prostatite.

Una dieta sana favorisce una normale attività prostatica ostacolando i processi infiammatori in atto durante la prostatite. Il salmone, ad esempio, è uno degli alimenti più utili per la nostra prostata grazie agli effetti benefici di Omega-3 ed acidi grassi contro l’infiammazione. Fondamentale anche il ruolo del pomodoro che grazie alle consistenti quantità di licopene limita l’infiammazione e preserva un tratto urinario sano e funzionale grazie al ruolo di antiossidante naturale. L’aglio, da sempre utilizzato nella medicina popolare come “disinfettante” delle vie urinarie e del tratto intestinale, rappresenta un alimento fondamentale nella dieta mirata a contenere l’insorgenza della prostatite.

I ricercatori dell’Università di Harvard hanno avuto modo di testarne la reale efficacia rilevando una consistente relazione tra l’assunzione di aglio e la diminuzione delle infiammazioni. Per il sistema immunitario, invece, sono indicati gli agrumi che grazie all’apporto di Vitamina C riescono anche a proteggere la prostata e difenderla dai batteri. È chiaro che se possiamo contare sull’aiuto di alcuni cibi per la naturale cura della nostra prostata, altri sono decisamente deleteri come la caffeina, l’alcool, le spezie ed il peperoncino.

L’aiuto degli integratori

Oggigiorno abbiamo la possibilità di conoscere a fondo un problema ed avere una moltitudine di rimedi capaci di aiutarci nella fase di prevenzione. Gli integratori alimentari, da questo punto di vista, giocano un ruolo molto importante poiché riescono a concentrare al loro interno molti dei micronutrienti presenti naturalmente nei cibi e coadiuvando, dunque, i trattamenti antibiotici e le cure mediche più diffuse. Gli estratti delle piante, utilizzate per gli integratori, includono micronutrienti antiossidanti, con effetto antibiotico e diuretico in grado di ristabilire il corretto funzionamento della prostata o di preservarne l’integrità in fase preventiva.  L’importanza dell’utilizzo degli integratori risiede soprattutto nella possibilità di limitare l’uso di farmaci sintetizzati che a lungo termine potrebbero danneggiare l’organismo e soprattutto alcuni organi deputati a “smaltirli”. Una vita sana ed equilibrata, dunque, riduce drasticamente il rischio dell’infiammazione prostatica che se unita a corrette abitudini sessuali può eliminare quasi del tutto i rischi di infiammazione. L’esposizione ai batteri, in assenza di protezione durante i rapporti sessuali, favorisce, difatti, la diffusione di eventuali batteri nel tratto urogenitale e di conseguenza l’infiammazione alla base della prostatite.

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