In passato, in seguito ad aver ottenuto una grazia, era abitudine e costume del tempo, chiedere al miglior artigiano della propria località, di realizzare un oggetto da donare ad un santo, per la grazia ottenuta. L’ex voto era proprio l’oggetto, le cui caratteristiche estetiche dovevano soddisfare il gusto pubblico verso il Santo di destinazione. In un primo momento sono state realizzate delle pitture su tavolette, dove veniva raccontato l’evento miracoloso attraverso colori sgargianti. Altra usanza era quella  invece di realizzare dei calchi in cera, con raffigurazione di gambe, braccia e piedi, per infine arrivare ai sacri cuori in argento oppure con materiali come la latta.

La destinazione

Questi manufatti venivano destinati ai santuari ma, oggi, i musei italiani sono invitati a custodire questi piccoli gioielli che invitano gli osservatori ad interpretare un percorso umano, carico di dolore e pietas. Gli ex voto venivano donati come pegno di fiducia nell’intercessione dell’ente celeste che si è invocato, erano una vera testimonianza del bene ottenuto, che doveva essere pubblicamente dimostrato come segno visibile della devozione.  Un piccolo gesto che aveva un grandissimo significato spirituale e che, similmente, ci ricorda come ci comportiamo nei confronti dei cari che vengono a mancare. Spesso, coinvolti dalla nostalgia o dalla paura di non farcela, doniamo alla tomba di un nostro caro qualcosa che possa creare una comunicazione.

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La terminologia

Il nome “Ex voto” deriva dal latino “ex voto suscepto”, ovvero “per promessa fatta”, in riferimento alla promessa fatta a Dio o ai santi. Nella nostra cultura cattolico-cristiana, ci si rivolge sempre a Dio, alla Madonna o ad un Santo. L’ex voto è da intendere come un documento, che raccoglie i momenti delicati e critici della vita delle persone. Antropologicamente dimostrano una grande importanza dal punto di vista artistico-manufattiero, specialmente se si pensa alle tantissime pitture o opere plastiche. Le forme della vita quotidiana trovavano espressione sociale con l’arte, che è stata capace, soprattutto nel Medioevo, di creare delle differenze sostanziali tra gruppi sociali appartenenti a realtà molto diverse tra loro. Gli ex voto di un tempo sono i ciondoli che oggi noi lasciamo vicino alla lapide, solo che piuttosto che rivolgerci ad un santo, noi ci rivolgiamo al caro che ci manca.

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