Ematossilina-eosina, che tipo di colorazione è? All’interno di un laboratorio si possono effettuare diversi tipi di test. La maggior parte di essi si basa su delle tecniche che sono ormai diventate uno standard, nella ricerca scientifica. Tra queste rientrano anche quelle che si basano sulla colorazione ematossilina-eosina, che di solito viene abbreviata con un semplice EE. Come si realizza? Qual è la funzione principale di questa tipologia di tecnica di colorazione? Su quali tessuti viene impiegata e, soprattutto, per quali tipi di scopi? Scopriamo insieme tutto ciò, continuando a leggere questo articolo di approfondimento.

Colorazione ematossilina-eosina, che cosa è?

Ottenere la colorazione ematossilina-eosina è possibile attraverso la combinazione di diversi coloranti tra i più comuni, in istologia. Di per sé, infatti, l’ematossilina è un colorante di origine vegetale, chiamato anche emmallume di Mayer. Questa sostanza viene estratta dal legno di una pianta leguminosa, ovvero la Haematoxylum campechianum.

Per eseguire la colorazione ematossilina-eosina si immerge il preparato da analizzare nell’ematossilina e nel mordente, in modo che certe sue parti si colorino di un tono blu violetto. Ciò è vero soltanto per i componenti cellulari che sono carichi negativamente. Nello specifico, si tratta degli acidi nucleici, delle proteine di membrana e delle membrane cellulari, oltre che dell’elastina. Per quanto riguarda l’eosina, invece, questa viene impiegata in un secondo passaggio. La colorazione che si ottiene ha dei toni che vanno dal rosa al rosso, ed è presente nelle componenti cariche positivamente. Ciò include non solo le proteine cellulari e mitocondriali, ma anche le fibre costituite da collagene, senza dimenticare il citoplasma e le sostanze extracellulari.

In quali test si impiega la colorazione ematossilina-eosina?

Quando si parla di ematossilina-eosina, ci si riferisce a una tipologia di colorazione ben precisa. Infatti va detto che si tratta della colorazione di base che viene impiegata per lo studio, attraverso le analisi microscopiche, dei tessuti di origine animale. Inoltre, la colorazione ematossilina-eosina si usa anche per realizzare gli esami istopatologici di routine.

I microscopi che vengono utilizzati per l’analisi dei campioni sottoposti a colorazione ematossilina-eosina si avvalgono dell’impiego di raggi luminosi. Occorre sapere che, quando la luce attraversa un tessuto organico, il protoplasma cellulare non permette la distinzione tra le varie tipologie di elementi che lo compongono. Perciò, per ottenere un’analisi efficace, occorre che avvenga una distinzione cromatica ben evidente. È proprio grazie alle tecniche come la colorazione ematossilina-eosina, che le strutture cellulari del campione analizzato diventano evidenti e facilmente riconoscibili.