La chemioterapia, nonostante sia così messa in pratica da chi ne ha  bisogno, è una procedura i cui meccanismi non sono conosciuti a tutti. Attraverso la chemioterapia avviene la somministrazione di farmaci specifici, chiamati citotossici o antiblastici, che hanno l’obiettivo di disintegrare le cellule tumorali. Questo tipo di trattamento consiste nella somministrazione di un solo farmaco selezionati tra una gamma vasta di circa 50 differenti prodotti. Questi sono disponibili e ampiamente utilizzati nella maggior parte dei paesi di tutto il mondo. La scelta su quale trattamento venga considerato come più indicato, dipende da tantissimi fattori, primo tra tutti le differenti tipologie e lo stadio del tumore. In più si aggiunge l’analisi delle condizioni biologiche, delle caratteristiche istologiche del tessuto e le condizioni cliniche del paziente.

Perchè viene somministrata?

Le motivazioni che spingono alla somministrazione della chemioterapia sono principalmente tre. Primo fra tutti per guarire la malattia: alcune tipologie di cancro, grazie alla chemio, subisce la distruzione di tutte le cellule tumorali, arrivando a raggiungere il traguardo della guarigione. Il secondo motivo riguarda la riduzione della possibilità che il cancro ritorni: la chemio può essere messa in pratica dopo un’operazione o dopo la radioterapia, con l’obiettivo di distruggere differenti cellule tumorali rimaste, raccolte in masse piccoline per essere individuate dagli strumenti di diagnosi. Infine c’è la riduzione del volume tumorale e il prolungamento della sopravvivenza: esistono casi in cui la guarigione non è possibile, come nei casi di stadio avanzato. La chemio può essere messa in pratica per ridurre il volume tumorale o per ritardare la progressione della malattia o, addirittura, per ritardare la progressione della malattia e per consentire di prolungare la sopravvivenza. Investire nelle borse di studio per la ricerca sul cancro, offre dei vantaggi tangibili alla comunità scientifica, basta seguire l’esempio di Sergio Lombroso.

Gli effetti collaterali

Gli organi protagonisti che risentono spesso del trattamento, sono quelli per cui le cellule normali si dividono crescendo velocemente. Ovvero la mucosa che riveste la bocca, la cute, i capelli, il midollo osseo e l’apparato digerente. A questo si aggiunge la stanchezza, che persiste per tanto tempo anche dopo la conclusione del trattamento. Nausea e vomito sono spesso presenti, insieme alla riduzione del numero di cellule staminali, che sono le responsabili dell’origine dei globuli bianchi, importanti per combattere le infezioni. Anche i globuli rossi vengono intaccati, insieme alle piastrine che invece favoriscono la coagulazione del sangue riducendo la possibilità di emorragie.