La macchina è certamente uno dei mezzi che esercita maggiore fascino sugli italiani. Una parte di loro la considera una parte fondamentale e determinante della propria vita, di cui bisogna avere cura, procedendo con interventi di manutenzione ordinaria o, eventualmente, straordinaria qualora fosse necessario. In questo modo è possibile garantire una durata nel tempo.

Questo però non vale soltanto per le vetture di ultima generazione. Anche quelle d’epoca continuano a riscuotere un discreto successo, grazie anche alla loro storia e al forte appeal ancora presente.  Basti pensare alla Fiat 500, icona del boom economico degli anni 60 che ancora oggi si vede sfrecciare tra le vie cittadine, guidata soprattutto dagli amanti del vintage, con la passione per il restauro e la messa a nuovo. Questa consuetudine continua ad intrigare un certo numero di appassionati, che desiderano procedere all’acquisto di auto d’epoca.

Se si vogliono avere informazioni dettagliate circa le diverse polizze assicurative e i relativi costi di un’auto d’epoca, si consiglia di consultare il sito di Chescelta, una delle migliori piattaforme in Italia per quanto riguarda la comparazione dei prezzi e dei servizi offerti dalle varie assicurazioni.

Fattori che influiscono sul costo dell’assicurazione

Chi possiede o intende comperare un’auto d’epoca può ottenere un ingente risparmio sull’assicurazione, come spiegato qui, grazie alla presenza di polizze ad hoc relative alle vetture con più di 20 anni . Il risparmio per le proprie tasche rispetto ad una macchina tradizionale può superare abbondantemente il 50 per cento, addirittura superiore se si possiedono più veicoli del genere, con un premio annuale fisso.

Discorso a parte va fatto per il bollo, con uno sconto soltanto del 10 per cento. Tuttavia le auto aventi 30 o più anni sono esenti dal pagamento.

Ciò che determina il prezzo finale sono in prevalenza le caratteristiche fisiche del mezzo oltre che le generalità del soggetto richiedente, come l’anno di conseguimento della patente e l’età (che non deve essere inferiore ai 23 anni). Trattandosi di un mezzo datato risulta quindi rilevante valutare quale possa essere il rischio di potenziali sinistri.

E’ opportuno però ricordare che in base al Codice della Strada attualmente vigente le auto d’epoca non hanno diritto di circolazione, essendo depennate dal Pubblico Registro Automobilistico. Possono essere guidate soltanto in occasione di manifestazioni apposite e raduni (organizzati a centinaia ogni anno su tutta la penisola) o per occasioni speciali (come un matrimonio), previa autorizzazione ottenuta per mezzo dell’ufficio del dipartimento per i trasporti terrestri.

Ecco l’articolo 60 in questione, del Codice della Strada comma 2:

Rientrano nella categoria dei veicoli d’epoca gli auto e motoveicoli cancellati dal PRA, in quanto destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro Storico del Dipartimento per i trasporti terrestri“.

Auto d’epoca vs auto storiche

Sono state passate in rassegna le modalità relative all’assicurazione e al bollo delle auto d’epoca. A tal proposito non bisogna fare confusione con le auto storiche, le quali hanno una regolamentazione ben diversa. Esse sono vetture aventi un interesse storico, o da collezione, ma che (sempre nel rispetto delle norme vigenti) possono circolare normalmente.

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