
La terapia CPAP è un trattamento ventilatorio che serve a supportare la respirazione ed è quindi prescritta quando, a causa di determinate condizioni patologiche, il soggetto ha difficoltà a respirare con normalità. Per somministrare tale trattamento si ricorre a specifiche apparecchiature.
In alcuni casi la terapia dovrà essere somministrata vita natural durante, ma in altre circostanze la condizione che richiede questo tipo di trattamento avrà tempi di risoluzione di alcune settimane o al più di pochi mesi.
In questi ultimi casi può essere opportuno valutare la possibilità di ricorrere all’opzione CPAP noleggio, la scelta più consigliabile in tutti quei casi in cui si ha la certezza che la terapia avrà una durata limitata.
Se poi la situazione dovesse modificarsi, nulla vieta al paziente di riscattare l’apparecchio e acquistarlo.
Per inciso, il noleggio potrebbe anche essere la soluzione ad hoc per testare un apparecchio che si ha intenzione di acquistare.
La terapia CPAP in breve
CPAP è un acronimo che sta per Continuous Positive Airway Pressure ovvero Pressione Positiva Continua delle Vie Aeree e con esso si fa riferimento a una tipologia di ventilazione artificiale non invasiva (anche se può creare alcuni disagi e limitazioni) che si avvale di un dispositivo che eroga aria.
Questo tipo di terapia è utilizzato soprattutto, anche se non esclusivamente, nella gestione della sindrome delle apnee/ipopnee notturne ostruttive del sonno, uno dei disturbi del sonno più complessi e da non sottovalutare perché, se non diagnosticato o non adeguatamente trattato aumenta il rischio di problematiche cardiovascolari come per esempio la fibrillazione atriale, l’ipertensione arteriosa, l’ictus ecc.
Con un dispositivo CPAP si mantengono aperte le vie aeree superiori e in tal modo si evitano apnee, ipopnee e anche la roncopatia. Le vie aeree sono mantenute aperte grazie alla pressione dell’aria che penetra nelle vie respiratorie superiori e ne evita il collasso garantendo una respirazione regolare.
Il trattamento della sindrome evita non soltanto le manifestazioni notturne come il russamento, ma anche quelle diurne legate a un riposo disturbato: sonnolenza, irritabilità, nervosismo, difficoltà a mantenere la concentrazione, stanchezza ecc.
I dispositivi per l’erogazione della terapia
I dispositivi per la somministrazione della terapia ventilatoria CPAP sono macchinari dalle dimensioni contenute, tant’è che possono essere posizionati sul comodino.
Sono apparecchiature sofisticate i cui parametri di funzionamento devono essere decisi da uno specialista (come per esempio uno pneumologo).
Senza entrare in complesse argomentazioni tecniche possiamo descrivere un apparecchio CPAP come un macchinario costituito da quattro parti fondamentali: un corpo centrale che contiene un ventilatore, un tubo flessibile, una maschera CPAP (nasale od oronasale) e un umidificatore.
Il tubo flessibile collega il corpo centrale alla maschera indossata dal paziente, mentre l’umidificatore serve a contrastare la secchezza di naso e gola, un classico effetto collaterale della terapia ventilatoria.
CPAP, AutoCPAP e BiPAP
Sono tre le tipologie di dispositivi per l’erogazione della terapia ventilatoria a pressione positiva: CPAP, AutoCPAP e BiPAP.
I dispositivi CPAP sono quelli più diffusi in assoluto; funzionano erogando un flusso d’aria continuo a pressione positiva costante. Solitamente si effettua una regolazione in modo da far sì che il livello di pressione dell’aria sia quello sufficiente a mantenere aperte le vie aeree. È lo pneumologo che decide la configurazione dell’apparecchiatura a seconda della situazione specifica di ogni paziente.
L’AutoCPAP, nota anche come APAP (Automatic Positive Airway Pressure, Pressione Positiva Automatica delle Vie Aeree) è una tipologia particolare di CPAP. Il dispositivo è impostato in modo da adattarsi al livello di ostruzione delle vie aeree. Si prende in considerazione l’APAP nei pazienti che non tollerano bene la modalità CPAP classica e nei pazienti in cui le ipopnee o le apnee si manifestano soltanto in specifiche fasi del sonno.
I dispositivi BiPAP (Bilevel Positive Airway Pressure, Pressione Positiva Continua Bifasica) sono simili a quelli CPAP, ma diversamente da questi non sfruttano un unico livello di pressione, bensì due, uno per l’inspirazione e uno per l’espirazione. Si ricorre alla BiPAP nei pazienti che non tollerano bene la CPAP, nei pazienti affetti da BPCO, nei soggetti obesi con ipoventilazione o nel caso di patologie caratterizzate da un deficit motorio della gabbia toracica.


